martedì 10 dicembre 2013

Pomeriggio

E poi sei dietro al pc che dovresti lavorare e non ne hai voglia…forse perché oggi non c’è un cazzo da fare?
Guardo lo schermo, guardo le mie mani sulla tastiera, l’indice ha lo smalto rouge noir sbeccato, e meno male che è semipermanente.
Ho un strana sensazione tra adrenalina  e assenza, non è stanchezza, non è tremore, non è tristezza, non è depressione…è tutt’altro…è la voglia di ricominciare che è tornata. E forse non la riconosco…
Ho i crampi alo stomaco, , mi tocco i miei meravigliosi nuovi capelli e mi rendo conto di quello che sto scrivendo… un copia incolla di citazioni di altri per avere la capacità di dire qualcosa di nostro. E’ entrato nella mia vita in maniera troppo veloce e forte o forse sono io che l’ho fatto con la sua.. meno male che nel frattempo jacopo mi manda una serie di citazioni in inglese maccheronico che mi fanno cappottare giù dalla sedia per il ridere.
E poi cazzo squilla il telefono..sveglia!! E dall’altro lato si interrompe tutto, interrotta tutta la poesia.. perché la mbambina che è in Lunette crede ancora in queste stronzate.
In ufficio, scrivania, seduta e faccio pensieri di ogni tipo, da quando Joe se n’è andato, anzi, per meglio dire, da quando l’ho mandato a fare in culo, non faccio più l’amore…dimenticando l’incontro scontro con Steve, non degno di nota.  E cazzo aspetto che ne arrivi un altro ma non uno da trombare e basta, di quello non me ne faccio un cazzo, bensì uno che mi stravolga, non per forza d’amore, mi basta, per ora, di passione.
Ognuna è alla sua postazione e tutte battiamo freneticamente sulla tastiera, ma ognuna per un motivo diverso. E nessuna immagina che io sia qui a scrivere pensando che sotto la mia scrivania ci sia altro…cazzo manco al liceo.
I brividi che mi partono dall’interno coscia fino al seno e non posso fare nulla, a mala pena riesco a guardarmelo da sopra la maglietta, ma noi non mi posso muovere, allora vedo anche la mia lunga coda poggiata sula scrivania. E allora per una volta fammi stare davvero zitta e stringimi i capezzoli e poi prendimi dai fianchi. Stop.
Alzo lo sguardo, da dentro il mio acquario mi vedono tutti quelli che passano, anche io li vedo ma non li guardo.
Me lo sento nelle gambe nella pancia e nel collo che sono di nuovo viva. Lo ascolto dal tono della mia voce e lo guardo quando mi vedo riflessa nello specchio, quando riesco a vedere bene nel profondo dei miei occhi.
Ed è lì allora mi accordo che non riesco più ad immaginarmi con gli occhi chiusi.
Cazzo è arrivata una mail lunga ed importante da un cliente, dai smettila e rimettiti a lavorare.
E poi chiudi tutto e corri a studiare, la parte della verginella di Ermia ti aspetta.


Lunette



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