lunedì 24 febbraio 2014

Lunette Raperonzola...e il divano



Ho le extension da più di due mesi e sono felice. Possibile essere felice perché hai i capelli lunghi? Sì..Lunette è felice perchè ha i capelli lunghi, se li tocca, se li spazzola, se li mette davanti, dalle spalle sul seno. E li guarda, e poi si fa la treccia…ed infatti ora la chiamano anche Raperonzola. Vorrei buttare giù la treccia...
I miei spettacoli vanno bene  e più vanno bene e più lei riceve complimenti, più le dicono che ha talento, che è nata per questo e lei più soffre… è felice e soffre… se è nata per recitare perché non può solo recitare? Anche qui è arrivata tardi.. o non so come dire…
In ogni caso, recito e sono felice.
Salgo sul palco e sono felice.
Sono dietro le quinte in attesa e pagherei oro per avere il cuore a mille in quel modo tutti i giorni…ma solo per le quinte non per il resto…
Ieri sera ho contenuto la mia ansia e sono stata felice.
Sono ingrassata, 5 chili, e dovrei essere triste ma sono figa lo stesso.
Ho litigato con Ines e sono triste, ma sono felice perché respiro ancora.
Ho riascoltato Volta la Carta di De Andrè e sono malinconica e felice.
La danza si riaffaccia prepotentemente nella mia vita…mercoledi si ricomincia…il tango può, deve, aspettare ancora ma Lunette Deve ballare.
E quindi teatrodanza…mercoledi…con Fronzone.
Non ce la faccio più a non ballare.
Oggi mentre facevo la terapia agli ultrasuoni alla caviglia perché questo cazzo di tendine non vuole guarire ed il nuovo medico che sembra un porco arrostito mi diceva che dobbiamo ancora vedere per mercoledi pensavo: : “Te crepa allo spiedo e diventa porchetta mentre io ballo”…scherzo!!
No non scherzo.
Oggi il lunedi è iniziato con il porco zio. Porto la macchina a fare la revisione e chiedo al tipo: “A che ora chiudete?” e lui “ alle 19” e Lunette: “Ok, allora passo alle 19!!” e sorride (c’è anche il sole cribbio!!) e lui: “Eh! Ci faccia fare il nostro lavoro!!” MA ORA CHE CAZZO HO DETTO??
Poi a lavoro sembrava ok ed, anzi, ero anche contenta perchè Andrew mi aveva scritto per primo.. poi un casino di fraintendimenti, male interpretazioni, con lui, con Ines… so che ora dovrei spiegarvi chi è Andrew ma sinceramente non ce la posso fare. La vuoi o no la mia cazzo di treccia?
Ogni volta correi non averlo conosciuto, ma continuo a reincontrarlo, a reimbattermi in lui, a ritrovarlo, a rivederlo, a conoscerlo a spiarlo, a farmi trovare, lui ma sono loro. Lui e tanti.  Accomunati solo dall’impossibile.
A tutto, sempre, l’unica soluzione è il teatro…il posto più rassicurante per il dolore. Qui nulla è impossibile e tutto diventa vero.
Mi hanno presa un altro spettacolo e sono felice.
Con il mio nuovo divano casa è finalmente casa. Anche ora scrivo finalmente seduta sul divano (e non sullo sgabello come un tempo), con tutti i miei pupazzi intorno.
Ogni minima luce intravista scompare,
ogni minima pulsazione si raffredda,
sono meno agitata ma sono sempre io. Lunette non cambia. Sappiatelo.
Più assettata di emozioni che mai.
E impaziente, sempre.
Odio le mezze seghe come Lisandro.
Notte

Lunette

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